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Un campo morfogenetico, è un campo energetico dove, sotto forma di vibrazioni, vengono immagazzinate tutte le informazioni.

Campi energetici, la nuova scienza di auto-guarigione

Costellazioni Familiari e rapporto con i genitori

Bellissimo filmato sulle Costellazioni Familiari - Relatore Hari Gunter Leone

Il complesso di Edipo alla luce delle Costellazioni Familiari

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Una delle più brillanti scoperte di Freud fu l'identificare una profonda dinamica inconscia che coinvolge (e sconvolge) i rapporti familiari tra il figlio maschio e i suoi genitori.
In estrema sintesi, nel complesso di Edipo il figlio si innamora segretamente della madre ed entra in rivalità con il padre, provando per lui sentimenti di odio, aggressività, repulsione e rifiuto. Si forma quindi un triangolo amoroso che non solo rompe il delicato equilibrio tra i tre, ma condurrà a pesanti conseguenze nell'età adulta di questo figlio.
Con le Costellazioni Familiari infatti si può vedere in modo molto preciso le connessioni tra il complesso di Edipo infantile e diversi problemi di vita in età adulta, soprattutto nel rapporto con l'altro sesso.
Esistono infatti due dinamiche estreme - ed infinite possibilità in mezzo; da una parte l'uomo non trova una donna, in quanto la sua vera donna è sua madre, per cui in effetti non sente realmente il bisogno di averne un'altra. Ha spesso amori 'platonici' o per donne impossibili proprio per dimostrare l'impossibilità di avere sua madre.
Dall'altro lato si sviluppa la dinamica opposta, quella del donnaiolo, che può avere con estrema facilità ogni donna che desidera, ma non si lega mai a nessuna, proprio perchè, di nuovo, egli ha già la sua donna (sua madre). La facilità con cui conquista le donne è spesso disarmante... ma si spiega dal fatto che essendo lui (stato) molto in intimità con sua madre, conosce bene l'intimità delle donne e le conquista facilmente, per poi però lasciarle perchè nessuna può neanche minimamente avvicinarsi a sua madre. Altra cosa interessante, spesso le sue conquiste sono donne già sposate, a dimostrazione del fatto che egli desidera inconsciamente portare via la donna al suo uomo (il padre).

In entrambi i casi la figura del padre è assente. Il donnaiolo parla sempre con venerazione della propria madre e critica pesantemente il padre, e la stessa cosa fa l'uomo single. La madre è venerata, il padre odiato.
Tutto ciò porta un'altra conseguenza fondamentale: questi uomini non possono ricevere dal proprio padre (perchè rifiutato) per cui non possono diventare veramente uomini. Possono essere grandi amanti, ma non si assumeranno mai le responsabilità dell'amore e del rapporto di coppia. Non faranno figli, o se li fanno non li vorranno riconoscere e non se ne occuperanno, proprio perchè la figura del padre è rifiutata dentro di loro.

Come può una donna resistere a tali uomini? Mettendoli di fronte alla nuda verità. Nelle costellazioni c'è una frase terapeutica molto forte: la donna dice a questo uomo: "Io ho già un uomo migliore di te, mio marito" e questo spezza l'incantesimo.

E se siamo invece noi uomini presi dentro questa dinamica, come possiamo uscirne? Riconoscendo fino in fondo l'amore per nostra madre e poi guardando nostro padre gli diciamo: "Lei è la tua donna. Per me è solo mia madre. Io troverò la mia donna e sarà bella come la tua". Anche qui l'incantesimo si spezza.

Il Campo Morfogenetico

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Uno dei concetti chiave delle Costellazioni Familiari e Spirituali è il Campo Morfico o Morfogenetico.
Il famoso biologo inglese Rupert Sheldrake lo ha studiato approfonditamente nei mondi dei minerali e dei vegetali, per poi ritrovarlo identico tra gli animali e quindi anche nell'uomo.
Un 'campo' è una particolare conformazione energetica (e psicoenergetica) che orienta ciò che lo abita in determinate direzioni. E' un campo 'informato' che trasmette l'informazione a chi ne è immerso. Potremmop dire che da forma e sviluppo a chi ne fa parte.

Noi ci percepiamo liberi di agire ma siamo tutto il tempo sotto l'influsso di campi morfogenetici che ci spingono in determinate direzioni. Possiamo opporci ma ciò ci costerà una grande quantità di energia e non è detto che riusciremo a cambiare direzione.
Il campo morfogenetico per noi più forte è la nostra famiglia di appartenenza, i nostri genitori e via via quelli che sono venuti prima di loro, con sempre meno effetto e potenza. La famiglia è un campo psicoenergetico con precise leggi che condizionano la crescita e lo sviluppo dei propri appartenenti. Come tutti i campi morfogenetici dove non è consentito di pensare o agire diversamente dalle regole, la famiglia definisce i confini del lecito, del giusto, del buono e dell'innocente. Rimanendo dentro questi confini ci sentiamo 'buoni' e meritiamo protezione, amore e accoglienza. Se usciamo lo avvertiamo subito con un preciso senso di colpa, una 'voce' che ci dice che ci siamo comportati nel modo sbagliato.
Scopo del campo morfogenetico, oltre a dare forma precisa, è di proteggere la sopravvivenza dei membri. Come nella foto, ogni singolo pesce è debole ma tutti insieme si proteggono, basta rimanere nel branco.
Così la famiglia protegge coloro che vi appartengono... ma c'è un prezzo: la libertà.
Se vogliamo fare a modo nostro dobbiamo uscire da quel campo e non siamo più protetti. Possiamo contare solo su noi stessi.
Se rimaniamo cresciamo più sicuri ma cresciamo meno perchè seguiamo solo dei binari prefissati. Se ce ne andiamo possiamo crescere all'infinito, ma possiamo anche cadere e fallire, ossia non crescere per nulla.

Con le Costellazioni Familiari andiamo a vedere questi campi morfogenetici per capire se sono sani o malsani per la persona. A volte infatti rimanere nella protezione e nella forza della propria linea genetica è il fattore chiave per il proprio successo. Altre volte è il contrario, ossia dobbiamo allontanarci da influssi negativi che impediscono la piena riuscita della nostra vita. Facendo una costellazione personale si va a verificare direttamente la natura del campo morfogenetico e si comprende chiaramente cosa è meglio fare.
L'entità di questi campi morfogenetici è molto più grande di quanto pensiamo. Non ci rimane molta libertà personale... anzi, a volte non c'è n'è proprio e dobbiamo solo acconsentire ad un destino spesso amaro. A volte invece c'è un margine di manovra e allora possiamo intervenire, come con le Costellazioni dove aiutiamo la persona ad uscire dall'influsso di un campo negativo.
Il risultato è spesso immediato. Appena fuori dal campo si aprono nuove possibilità, nuovi orizzonti, e la persona si muove più liberamente verso di essi, con gioia e con tanta leggerezza.

Rupert Sheldrake e il Campo Morfogenetico

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La teoria delle Costellazioni Familiari si basa sul fatto che i campi morfici siano collegati all'inconscio individuale: ciascuno di noi è collegato al campo morfico del pianeta, della specie umana, della popolazione territoriale, della propria identità nazionale, fino al campo morfico della propria famiglia di origine. Questi campi si sono creati nel corso degli anni (e dei secoli) in seguito agli eventi che sono capitati ai nostri antenati e in base alle loro scelte di vita; allo stesso modo possono aver determinato a loro volta alcuni passaggi della nostra storia familiare e continuare a incidere nella nostra vita personale, in un circolo vizioso che solo la consapevolezza può spezzare.

Di fatto quindi, nelle nostre interazioni e relazioni sociali, oltre al nostro stato di coscienza, è in azione anche il nostro campo morfico: ci portiamo sempre dietro (o meglio, dentro), le informazioni e le istruzioni comportamentali radicate nella nostra familgia.

Nelle Costellazioni Familiari avviene che la persona su cui si lavora, mettendosi al centro dell'attenzione del gruppo, apre il suo campo morfogenetico all'interpretazione delle persone che agiscono come rappresentanti. Questi ultimi percepiscono in modo sottile le informazioni stratificate nell'inconscio familiare: agiscono spontaneamente, ma sono mossi dalle istruzioni presenti nel campo morfogenteico, che realmente e concretamente (ovvero fenomenologicamente) "dà forma" a una rappresentazione.

SOUND HEALING L’ARTE SACRA DEL SUONO E DELLA VOCE

SOUND HEALING L’ARTE SACRA DEL SUONO E DELLA VOCE

con Marco Massignan & Elena Dell’Orto

 “Il suono divino è la causa di tutta la manifestazione.
Chi conosce il mistero del  suono, conosce il mistero dell'Universo." 
- Hazrat Hinayat Khan 
 
Da anni gli Allievi dei nostri corsi ci chiedono di ampliare la nostra offerta formativa con nuove proposte. Ho sempre saputo che un giorno questo sarebbe accaduto, così come sentivo che avrebbe riguardato il suono e la voce come strumenti di guarigione, meditazione e crescita personale e spirituale. Questo sentire era confermato dal fatto che numerosi partecipanti agli incontri di Costellazioni rituali® e familiari mi dicono che il momento di maggiore elevazione e trasformazione dei seminari si verifica spesso durante i canti sciamanici col tamburo che sono solito intonare.
 
Alcune conoscenze ritrovate, insieme a una serie di straordinari eventi guidati dalle Forze evolutive, mi hanno portato a riprendere e apprendere antichi e nuovi strumenti di lavoro con suono, voce, mantra e formule sacre delle varie culture iniziatiche che ho praticato e con cui sono entrato in contatto su vari piani spazio-temporali. Tutto ciò, unito alle tecniche e alle capacità già acquisite nel presente, si è tradotto in un percorso che sento di definire unico e straordinario.
 
Tutte le grandi tradizioni iniziatiche e sciamaniche del passato e del presente (Egitto e Cina, Tantrismo, Buddismo, Induismo, Celti, Nativi Americani, Cristianesimo celtico e delle origini, Islam, popoli siberiani e mongoli…), hanno utilizzato e utilizzano il suono e la voce per pregare, cantare, guarire e meditare, e soprattutto per accedere a stati di coscienza spirituali e mistici. Nelle modalità delle varie tradizioni, i praticanti si lasciano riempire e attraversare dalla vibrazione sonora per esprimere la Divinità nascosta nel cuore di ciascuno e che li attraversa. Ecco allora che il suono si rivela essere il tramite più potente e chiaro tra Spirito e Materia. La grande rivelazione è quindi che mantra, canti sacri, formule e preghiere sono parte ed espressione di Dio, esseri di Luce essi stessi che non aspettano altro che la nostra apertura e disponibilità per compiere il Piano divino sulla Terra.Non si tratta quindi di recitare o “usare” mantra o suoni, ma al contrario di “farsi usare” da loro, arrendendosi così al Divino e permettendo alla Grazia di attraversarci e diffondersi nell’ambiente circostante e nel mondo terreno.

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Nella serietà non puoi mai essere libero; nella serietà sarai sempre perseguitato dall'ansia; nella serietà hai sempre paura che qualcosa possa andare storto. Sei stato un po' troppo serio di recente, seriamente... è tempo di lasciar perdere! Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno. Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro..Osho

Le 10 virtù del guerriero di Luce

BrunoMaria

Compassione

Ci hanno insegnato a dare alla parola compassione una valenza negativa..ci hanno insegnato che compassione vuol dire provare un sentimento di “pena “ nei confronti dell’altro..compatire qualcuno … quante volte abbiamo detto “lo/la compatisco, provo pena per quella persona “ utilizzando il termine compassione ,il più delle volte, con diffidenza, in quanto indice di un sentimento ritenuto mediocre, che non ha molto a che vedere con l'amore

( infatti , amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente).
Cosa e’ veramente la compassione ?...Com- passione..vuol dire “con sentimento”, vuol dire “partecipo al tuo dolore” vuol dire vivo insieme a te la tua disgrazia, e non solo, ma provo insieme a te qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicità, dolore, rabbia, tristezza.
Vuol dire entrare in empatia con l’altro, instaurare un rapporto empatico e mettere in atto un sentire profondo che mi aiuta a comprendere ciò che l’altro sta provando e ciò di cui ha bisogno.

Chiarezza

E’ una di quelle parole che si usa e si spreca, spesso impropriamente, ma in questo contesto ci limiteremo a comprendere perché per un “guaritore” e’ importante la comprensione di tale termine.

Chiarezza, con se stessi, nel guardarsi dentro, nel riconoscere i propri nodi e i propri limiti, chiarezza nel porsi di fronte all’altro , nell’ascolto dell’altro , nel parlare con l’altro. chiarezza perché se l’altro per noi e’ uno specchio in cui ci riflettiamo, come pensiamo di poterci riflettere se non abbiamo tolto tutte le maschere … ? ciò vuol dire che quello che il nostro riflesso ci mostrerà sarà una maschera …. i nostri limiti saranno i limiti di chi arriva da noi … e se non abbiamo portato chiarezza dentro di noi , come facciamo a distinguere i nostri limiti o le nostre maschere da quelle del’altro? Come facciamo a capire se e’ uno specchio, se e’ il suo o il nostro bisogno? Come facciamo a distinguere il nostro da quello dell’altro?e soprattutto .. se non siamo chiari con noi stessi ..cosa possiamo passare all’altro?..se le nostre acque non sono limpide come possiamo pensare di donare all’altro una fonte pura e cristallina dove possa specchiarsi..riflettersi … dissetarsi .. o magari immergersi per rinnovarsi?

Umiltà

L’umiltà’ e’ il più grande dono che tutti i più grandi Maestri ci hanno fatto! Essere umile vuol dire essere consapevoli di non avere mai tutte le verità in tasca, vuol dire essere consapevoli che ogni punto di arrivo e’ in realtà un altro traguardo raggiunto ed un nuovo punto di partenza, vuol dire avere la forza ed il coraggio di mettersi sempre in gioco, di credere profondamente ,ma con la certezza che il rispetto per l’altro determina i tuoi limiti. Essere una persona umile vuol dire non smettere mai di imparare … anche quando il libro e’ arrivato alla fine, anche quando gli esami sono finiti, anche quando raggiungi le più alte vette …. la consapevolezza che in ogni uomo , in ogni gesto, in ogni evento che gravita nella tua vita , si nasconde la prossima lezione da imparare o la prossima prova da superare o il prossimo gradino da salire! Essere umili vuol dire non avere paura di dire “ho sbagliato” “ non avevo compreso”..ed essere pronti ad imparare sempre, a riflettersi in ogni specchio , ha riconoscere i propri limiti e ad impegnarsi per migliorarli. Scegliere di fare la propria parte… sempre e comunque

Tolleranza

“La tolleranza nasce da un atteggiamento di accettazione di ciò che è diverso in quanto parte del tutto."Tollerare in senso fisico, vuol dire sopportare un peso, sopportare un fardello, In senso metaforico vuol dire resistere al freddo, sopportare il dolore, quindi la capacità fisica e/ o spirituale di sopportare. Il termine tolleranza e’ espresso da diversi punti di vista ma per ognuno la voce comune e’ capacità di sopportare,di accettare, ciò che e’ diverso da noi, sopportare ciò che e’ al di fuori o più forte o più pesante o più doloroso . La parola tolleranza ha a che fare con quello che viene individuato come “altro da me”, ed e’ tra tutte , forse quella più legata al nostro SE, alle nostre radici, a ciò che fortemente siamo. Infatti
- l’accettazione di se,
- la tolleranza verso ciò che si è,
- la capacità di accettare i propri limiti,
- le proprie ombre,
sono tutti ingredienti fondamentali senza i quali non riesci ad aprirti verso l’altro … come fai ad accettare gli altri se non accetti te stesso? e come fai a tollerare “l’altro da te” se non accetti il tuo” altro da te”, se non riesci a delimitare i parametri tra dentro e fuori? Tollerare vuol dire rispettare le idee ed i comportamenti di se stessi e degli altri.
John Stuart Mill nel suo “Saggio sulla libertà” scrisse: “Gli esseri umani avranno molto da guadagnare se ciascuno tollererà che gli altri vivano come meglio credono, invece di vivere come meglio credono gli altri”

Onestà ed Integrità

“ Dire sempre la verità anche se a volte e’ difficile” questo e’ il senso di queste due parole.
Essere Onesti vuol dire portare la verità, portare la chiarezza, anche se a volte la verità fa male, la verità e’ dura, alcune volte anche a scapito nostro. La verità e’ legata al reale bisogno e non a ciò che gli altri vogliono , e’ legata a ciò che sei non a ciò che gli altri vogliono che tu sia, a ciò che realmente ti serve e non a ciò che tu vuoi.
Essere onesti con se stessi significa guardarsi dentro anche quando fa male e portare fuori la propria verità a scapito del giudizio , del pregiudizio e di quant’altro.
Essere onesti con gli altri significa portare all’altro la verità, sempre e comunque, anche quando e’ difficile, anche quando sai che gli stai provocando dolore, anche quando sai che la sua verità potrà ledere alla tua persona.
Essere Integri vuol dire essere interi e autentici . Essere integro significa essere "intero", puro, vuol dire non scendere a compromessi. L’integrità richiede centratura, forza, e coraggio e questo fornisce maggior solidità. La comprensione e l’armonizzazione delle diverse parti di sé ci porta verso l’integrità
Integrità significa fare quello che diciamo di voler fare, tenendo fede alle promesse che facciamo a noi stessi, Significa fare ciò che è giusto a prescindere dalla situazione.

Calma

Calma vuol dire” ritrovare il proprio respiro, il proprio ritmo interno”, vuol dire aprirsi all'ascolto di noi stessi nel profondo e degli altri intorno a noi ,in questo istante ed in questo luogo , qui e ora!
Per avere la giusta calma, bisogna annullare tutti i ostacoli e le distrazioni e impegnarsi a sviluppare il pensiero e la concentrazione,bisogna portare il silenzio dentro di noi, incentrando l'attenzione presente alla qualità di ogni singolo momento e di ogni singola azione come se fosse la più importante.
La calma è una realtà interiore che germoglia ogni giorno, che si conquista con le scelte che si compiono nella vita quotidiana, è una migliore coscienza e conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda.
La coscienza di vivere in pace ci fa trovare la giusta chiave di lettura di ciò che ci succede intorno, ci da la capacità di interpretare e comprendere gli eventi ,e la predisposizione giusta per affrontarli in modo imparziale, dandoci una visione di insieme più ottimista anche al cospetto di una difficoltà.
La coscienza dell'anima pulita, un codice etico, l'onestà intellettuale e il guardare alla realtà con una giusta visione portano alla "verità dell’essere", procurando la Calma interiore..

Fede

”Fede” non è accettazione senza dimostrazione, come si e’ sentito dire spesso, ma fiducia senza riserve. “fede” vuol dire la capacità di aprirsi all’ulteriorità, a qualcosa di più, di oltre, vuol dire credere in qualcosa o in qualcuno profondamente. L’etimologia della parola deriva da fides che vuol dire fiducia, quindi aver fede vuol dire credere affidandosi totalmente. Vuol dire fidarsi ed affidarsi. Vuol dire guardare a se stessi ed alla propria vita con la certezza assoluta che tutto ciò che gravita intorno a noi ha un senso e una finalità.
Il primo “qualcuno di cui dobbiamo aver fede siamo noi stessi, dobbiamo fidarci ed affidarci.
Avere fede vuol dire avere un credo : compassione , chiarezza , umiltà tolleranza , integrità , onestà calma, sono tutte virtù che compongono un credo, sono i supporti, i pilastri su cui poni la base che e’ lo “spirito di servizio”. Senza queste fondamenta non puoi metterti al servizio dell’altro, perché e’ attraverso la fede che riesci ad aiutare l’altro, che riesci a trasmettere all’altro l’importanza di ciò che sta facendo, ed e’ sempre attraverso la fede che ricordi a te stesso e all’altro chi sei veramente e quale e’ il tuo compito nel mondo. Quando passi il tuo credo, la tua fede dai all’altro la possibilità di aprirsi all’ulteriorità, a quel molto di più che fino ad allora non aveva tenuto in considerazione.

Spirito di Servizio

Avere Spirito di Servizio vuol dire intanto essere consapevoli di ciò che si e’ nel più profondo, conoscere i propri bisogni e se stessi totalmente e completamente,vuol dire prendere la propria parte , quella più sacra, quella più preziosa e metterla al servizio dell’altro, cioè donarla all’altro e al suo bisogno.Essere attivo nel fare il bene, guardarsi intorno e guardare all’altro con attenzione , rendersi utile cercando di approfondire le proprie competenze, le proprie capacità e le abilità tecniche. Nutrire e sviluppare un forte senso del proprio dovere, un forte senso di responsabilità verso l’altro e la coscienza che il lavoro va vissuto come servizio. Lo spirito di servizio è scuola di attenzione agli altri, dove generosità , altruismo, empatia, e capacità di donare e di donarsi diventano le materie principali.
Non Interferenza
“il cammino che un essere umano sta percorrendo, qualsiasi esso sia, è sacro, e come tale deve essere considerato. Un viaggio sacro è un viaggio che deve essere completato, affinché da esso ne venga tratta la lezione in esso nascosta, e il viaggio sarà completato meglio se non verrà ostacolato da interferenze.”
La non interferenza e’ la cosa più difficile da imparare, perche ‘ quando scegli di prenderti qualcuno a carico, quando ti metti al servizio dell’altro, e ti colleghi col suo bisogno pensi di volerlo aiutare in tutti i modi che conosci e quindi anche attraverso consigli o pareri o magari punti di vista, o alcune volte semplicemente per spirito di protezione, per evitare che faccia un errore o per preservarlo da ciò che fa male …. ma non e’ cosi semplice … non interferenza significa sostenere, supportare ma non interferire col cammino dell’altro, significa stare a guardare anche se a volte fa male, anche se sappiamo come andrà a finire, significa saper ascoltare ed essere capaci di non rispondere, saper sostenere ma essere capaci di lasciare andare quando arriva il momento,saper comprendere ed accettare con la piena consapevolezza che il cammino dell’altro e’ solo suo ..a noi non e’ dato invitarlo a cambiare strada, a noi e’ dato soltanto di fare la nostra parte, nella certezza che in qualche modo, qualunque sia il nostro ruolo in quel momento e’ la cosa giusta per la persona che e’ arrivata da noi. Non interferenza vuol dire accettare il proprio compito senza riserve. Non interferenza vuol dire imparare l’ascolto, l’accoglienza, il silenzio,in questo modo si impara anche ad avere una visione d’insieme più completa, priva di condizionamenti e priva di coinvolgimenti emotivi , oltre ad avere la certezza assoluta che ciò che in seguito avverrà si trovava nel sentiero scelto dall’utente.

Amore

Cosa e’ l’amore tra le virtù di un guaritore?L’amore e’ il presupposto primo per accedere ad ogni singola virtù, e il presupposto ultimo per metterle in atto tutte e dieci.Senza l’amore per se stessi e per tutta l’umanità’ non possiamo pensare di metterci al servizio dell’altro .

L’amore incondizionato crea uno scambio e più l’amore e’ sincero e puro più lo scambio si mette in atto generando una circolarità , ed in questo scambio, e in questa circolarità che si genera un flusso energetico sempre più forte .
L’energia che un guaritore mette in atto e’ pura energia d’amore che da se stesso viene donata all’altro.
Il trattamento Reiki e’ un atto d’amore e prescinde da giudizi condizionamenti,o altro e in ogni trattamento noi mettiamo compassione, chiarezza, umiltà, tolleranza ,integrità, onestà, calma, fede, spirito di servizio, e non interferenza.
Quando scegliamo di praticare Reiki scegliamo di prenderci cura di noi regalando a noi per primi questi principi, e in seguito scegliamo di prenderci cura anche degli altri.
Con l’attivazione al primo livello doniamo a noi stessi queste dieci virtù e scegliamo di nutrirle e svilupparle perché ci crediamo profondamente, perche vogliamo evolverci, perché ci rendiamo conto di fare parte di un tutto di cui anche noi vogliamo essere parte attiva, ecco cosa vuol dire lavorare su di se.
Con l’attivazione al secondo livello prendiamo queste dieci virtù che si presuppone abbiano avuto da noi le dovute attenzioni, le dovute cure, e sono cresciute e si sono sviluppate al meglio, e le mettiamo al servizio dell’altro e quando scegliamo di farlo il nostro cuore e’ aperto e puro.
Una piccola nota va fatta anche alla parola VIRTU’ .
La virtù e’ una qualità dell’anima , e’ la disposizione a fare il bene per se stesso e per gli altri senza aspettarsi nulla in cambio, e’ la capacità di trasformare il buio in luce, e in quanto tale e’ una qualità che si acquisisce, che si impara. Non si nasce virtuosi, lo si diventa guardando al mondo in modo diverso ..."Non si vede bene che col cuore,l’essenziale e’ invisibile agli occhi" (Il piccolo principe).

“Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei sola e’ più importante di tutte voi, perché e’ lei che ho innaffiato, perché e’ lei che ho messo sotto una campana di vetro, perché e’ lei che ho riparata col paravento, perché su di lei ho ucciso i bruchi. Perché e’ lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché e’ la mia rosa” (Il piccolo principe).
Virtuoso e’ colui che ha compreso che per guarire bisogna “aver cura”, e che nell’aver cura c’è una grande presa di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
Virtuoso e’ colui che ha compreso che ogni altro e’ un pezzo di te, perché e’ attraverso l’amore la cura e l’attenzione , che il miracolo della creazione ha inizio.
Virtuoso e’ colui che comprende che ogni singola rosa e’ la sua rosa.
…. "è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi importante, tu sei responsabile della tua rosa , non dimenticare questa verità." ( Il piccolo principe).

Il sentiero dell'anima..

Il sentiero dell'anima.. oltre il corpo... oltre la mente... l'intimità dell'anima...

Non dite ho trovato il sentiero dell'anima
dite piuttosto ho incontrato l'anima mentre camminavo sul mio sentiero.
Perchè l'anima percorre ogni sentiero
L'anima non cammina lungo una linea
Né cresce come una canna
L'anima si dischiude come un fiore di loto dagli infiniti petali
La fonte nascosta della vostra anima deve sorgere
e scorrere mormorando verso il mare
L'anima si nutre di conoscenza, di consapevolezza
Di vita semplice e naturale
Di Meditazione, soprattutto di amore e comprensione
La comprensione è il più alto livello di coscienza che l'uomo possa conoscere, perchè per comprendere bisogna amare
Allora potrai amare anche chi non ti ama
E comprendere chi non sa comprendere
Abbatterai il muro dell'indifferenza, dell'odio, del rancore...
Se ne andrà dalla tua memoria l'invidia
Il pregiudizio, il preconcetto, il facile giudizio
Lascerai il posto alla verità a quello che è giusto
Saprai donare il tuo amore con tutto il tuo cuore
e tutto quello che farai sarà profondo
come la tua anima
E lì puoi trovare il divino che è dentro di te
senza aspettative o diritto di ricompensa "

Un grazie speciale a Saggio Maestro per le bellissime parole... 

Specchi e Riflessi a cura di Roberto La Paglia

Chi di noi non si è mai sentito impotente osservando gli eventi che scorrono e provando quella sensazione di inutilità pensando che non esiste alcuna possibilità di poter intervenire. Malgrado l’uomo abbia adottato e propagandato nel tempo la sua immagine di “padrone del mondo e degli eventi”, in realtà è sempre stato ospite del mondo e dell’energia che lo circonda.

Tuttavia, pensare che un destino inesorabile gestisca le nostre vite, è più un tentativo di aggirare gli ostacoli, scrollarci di dosso un problema nella falsa convinzione che esso sia troppo grande per noi e, di conseguenza, non sia nostro dovere affrontarlo ma di altri.

Questi “altri” in realtà non esistono, noi siamo il prodotto delle nostre scelte e della nostra visione dell’universo, il vero cambiamento non avviene attraverso le grandi rivoluzioni o le inevitabili catastrofi, esso vive in noi e silenziosamente attende un segnale per partire.

Destinare la rabbia e l’impotenza a qualcosa che risulta essere più grande di noi serve soltanto a sprecare energia; per fermare un mulino a vento non serve accanirsi e combattere contro il vento stesso, basta semplicemente bloccare le pale, allo stesso modo per cambiare i destini della terra non serve e non basta inveire contro i potenti o le multinazionali, è opportuno guardarsi dentro e riprendere la consapevolezza di se stessi. Non possiamo amare il mondo senza amare noi stessi, da questo atto di amore derivano tutte le scelte per un futuro più vivibile ma, in particolar modo, per un futuro che rispetti la giusta sinergia tra l’uomo e l’ambiente, tra l’energia del nostro spirito e l’energia che pervade tutto ciò che ci vive accanto.

Siamo specchio e riflesso di una forza unica, una fonte di energia che vive da sempre e che si plasma in base alla propria destinazione. La massa energetica che pervade il mondo è della stessa natura e della stessa valenza di quella che mantiene vivo il nostro spirito; nonostante ciò la nostra priorità è saziare i bisogni fisici, così talmente ingordi da farci completamente dimenticare che anche lo spirito richiede i propri alimenti.

E’ ovvio che mettere a tacere i bisogni del corpo è molto più semplice che non soddisfare quelli dello spirito, ma se per un attimo proviamo a riflettere la materialità è solo una condizione della vita, non la vita.

Tutti i momenti più veri che caratterizzano la nostra esistenza sono delegati al pensiero, allo spirito; nessuno di noi conserva nel cuore il soddisfacimento di un bisogno fisico, tutti però conservano le prime emozioni, il primo innamoramento, le sensazioni che accompagnano ogni grande gioia. Si tratta di sensazioni, non di bisogni fisici legati alla temporaneità del momento, si tratta in poche parole delle uniche cose che sopravvivranno a noi stessi e per le quali saremo ricordati nel tempo.

Sulla scorta di questa riflessione sarebbe opportuno guardarsi intorno, ma più che guardare, sarebbe opportuno osservare, cosa ben differente dal semplice sguardo.

Il mondo che ci circonda è in realtà l’esatta copia, più ingrandita, di quello che abbiamo dentro, che a sua volta è la replica dell’universo e questo, di conseguenza, la replica dei molteplici universi dei quali è composto l’infinito.

Amando e rispettando noi stessi ameremo e rispetteremo il mondo, non importa quale via decideremo di intraprendere, avremo sempre alla fine della strada un nuovo mondo da abbracciare e altri mondi da costruire.

Bert Hellinger parla prevalentemente in forma sistemica - a cura di: dott. Paola Felici

Bert Hellinger parla prevalentemente in forma sistemica

Per cogliere appieno il significato di questo approccio è importante assumere una prospettiva sistemica. In un sistema il singolo non è importante di per sé ma in funzione di qualcosa di più grande, il sistema appunto.Esistono tanti sistemi, il sistema sociale, il sistema familiare, il sistema aziendale, il sistema stellare e così via, sembra che in ognuno di questi sistemi ci siano delle forze assai potenti per cui ogni singolo è per così dire responsabile per la parte che gli compete e spesso a sua insaputa, del funzionamento del tutto.

Nella terapia familiare e sistemica, l'individuo non è mai preso come elemento isolato ma inserito in un determinato contesto di relazioni, ed è appunto questo che ci permette di trovare legami e connessioni con destini difficili nel sistema-famiglia. Dal sistema familiare, non ci si può staccare o dispensare come invece si può fare da quello aziendale, i legami sono troppo profondi.
            Le dinamiche di relazione tra i membri di un nucleo famigliare sono complesse e la loro logica rimane spesso al di sotto o al di fuori del livello di coscienza del singolo individuo.
Accade a volte, prescindendo dalle buone intenzioni dei componenti della famiglia, di attribuire inconsciamente ad alcuni membri, ruoli, aspettative o responsabilità che provocano conflitti, squilibri, malattie a volte morti premature.
            Tali dinamiche inconsce causano sofferenza nelle relazioni affettive, in ambito professionale, nel rapporto col denaro e con la nostra salute.
Con la messa in scena delle costellazioni familiari e sistemiche, si possono portare alla luce e sciogliere "irretimenti" familiari che vengono trasmessi di generazione in generazione e che sono causa appunto di, insuccessi di vario genere.
Nel lavoro con la messa in scena della famiglia vengono alla luce, sotto gli occhi dei partecipanti agli incontri, i legami con le origini e con ciò che tiene "legati, irretiti, connessi". Portati da una "Forza più grande", velata a livello consapevole ma ben visibile alla nostra parte profonda, la "risonanza del campo morfico" si lascia percepire e vedere nei movimenti e sentimenti in cui le persone che ne sono immerse si muovono e svelano nel descrivere sentimenti non propri.
    Un membro della famiglia escluso o dimenticato a causa magari di un destino difficile, peserà molto nel destino delle generazioni finchè non venga reintegrato ed abbia il suo posto nel nucleo di appartenenza. (un fratello o un  fidanzato, sparito in guerra o un bimbo morto in giovane età o una donna morta di parto ecc.), succede allora che un altro membro della famiglia della generazione seguente sostituisca inconsapevolmente chi è stato escluso e ne imiti il  destino manifestando le sue emozioni ed i suoi sintomi, o cerchi di seguirlo nella morte.
    Se qualcuno non si è preso la responsabilità di una  colpa grave, un bambino tenterà in seguito di espiare questa colpa, pagandone il prezzo con la sua salute, con la sua felicità, con il suo successo nella vita.
    Attraverso la messa in scena delle costellazioni familiari, vengono portate alla luce le dinamiche nascoste che ci mantengono legati alla nostra famiglia e ci fanno appartenere a quel gruppo, queste dinamiche ci spingono ad attuare dei comportamenti che condizionano sia la nostra vita che i nostri sentimenti, senza che questi ci appartengano personalmente.
    I segreti che fanno parte della storia della nostra famiglia possono essere un forte destabilizzatore del sistema familiare quindi qualcuno (un membro della famiglia) magari molte generazioni più tardi, dovrà farsi carico di impersonare questi segreti  (seguendo magari un destino difficile), finchè essi non vengano alla luce permettendo forse di  trovare una buona soluzione.
    Il modo di Bert Hellinger di lavorare con le costellazioni familiari e sistemiche, permette appunto di mettere in scena il campo d'influenza della propria famiglia, (campo morfico o morfogenetico)
    In che modo si procede: La famiglia del soggetto viene rappresentata in modo vivente dai partecipanti, maschili e femminili del gruppo, si scelgono tra questi i “rappresentanti” per i vari membri familiari.
Dopo una brevissima indagine sulla problematica del soggetto, si può fare una domanda focalizzata sul problema al quale la “Costellazione Familiare” cercherà di portare una buona soluzione. Il soggetto dispone nello spazio/campo ed in relazione fra loro i rappresentanti della sua famiglia secondo l’immagine che egli stesso ne ha. Poi si siede e osserva. I rappresentanti, ora possono “assecondare” il movimento attraverso il quale, dinamiche spontanee, portano alla luce il vissuto emotivo delle persone reali che questi rappresentano ed il soggetto lascia agire su di sé ciò che vede. Secondo il posto che questi occupano come sostituti di membri familiari, possono essere individuati i legami nascosti (o con chi si è connessi) "il punto in cui agisce l'amore" .
Il terapeuta lavora in sintonia con le forze che agiscono e guidano il campo, a volte spostando fisicamente le persone nelle posizioni che occupano, finchè non si arriva ad uno stato di calma e pace per tutti i partecipanti. Quando si giunge ad integrare il processo nel modo più rispettoso con i giusti riconoscimenti, le tensioni spariscono immediatamente ed arriva allora la Pace per tutti. Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento delle posizioni dei rappresentanti nello spazio, più spesso spontaneamente ed a volte attraverso l’intervento del terapeuta si riporta il “sistema” nel giusto ordine in una ritrovata armonia dentro la quale il soggetto interessato riprende il suo giusto posto.
    Nel  riconoscimento del movimento dell'anima che ci spinge a riconciliarci con i nostri familiari vengono reintegrati nel gruppo familiare anche quelli che erano stati esclusi o dimenticati.
    Le buone soluzioni aiutano ad avere un posto nel gruppo familiare libero dagli irretimenti, aiutano ognuno ad essere sereno con se stesso e con il gruppo in modo da poter andare nella vita in sintonia con essa.
Questo lavoro ha un effetto benefico su ogni membro del sistema familiare, e soprattutto non è necessario che siano presenti tutti i rappresentanti effettivi perché il lavoro abbia efficacia, ma un solo membro (a volte anche il solo terapeuta) può fare il lavoro (la costellazione familiare) per tutti, un metodo semplice e insieme sorprendente che lascia riconoscere tensioni, conflitti, irretimenti e i blocchi che condizionano i rapporti umani all’interno dei diversi sistemi (familiare, scolastico, lavorativo, affettivo, della salute).
Possiamo allora rendere consapevoli certi processi destinati normalmente a restare e agire nell'oscurità e nello stesso tempo ristabilire il collegamento con le forze vitali delle origini, in accordo e all'unisono con gli "Ordini dell'Amore", ossia ciò che crea l’appartenenza al gruppo e ne garantisce la sopravvivenza dei suoi membri.

LE  COSTELLAZIONI FAMILIARI SONO BASATE SULL’OSSERVAZIONI

Dall’osservazione di migliaia di costellazioni, si è rivelata la presenza di leggi di base che operano nelle famiglie.
Non si possono però usarle come fossero una teoria.
Puntano verso una direzione, ma poi ogni costellazione familiare è diversa.
Non ci si può basare su una costellazione familiare precedente per applicarla poi ad una successiva.
Naturalmente ci sono delle similitudini ma bisogna confrontarvisi nuovamente ogni volta per questo un terapista non cessa mai di apprendere.
Il terapista deve anche sviluppare una certa attitudine personale per fare questo lavoro.
Fidarsi di una forza più grande.
Egli si espone ad una situazione senza nessuna intenzione particolare.
Guarda la costellazione, si espone alla costellazione, e non sa cosa fare.
Così aspetta soltanto senza attesa di vedere ciò che potrebbe venire alla luce. Si fida di una forza più grande è molto vicino all’atteggiamento con il quale Laotse descrive nel Tao dei Ching
“non facendo nulla qualcosa accade”.
Ed improvvisamente si vede il prossimo passo oppure sente una frase che chiede al cliente di pronunciare.
Queste frasi sono spontanee, vengono dal profondo improvvisamente ed hanno una loro forza.
Quindi la costellazione familiare è anche un arte.

L’ESPERIENZA  DI  ESSERE  UN  RAPPRESENTANTE

Siamo tutti connessi, ed in oltre, noi esseri umani siamo antenne quantiche, l'esperienza di essere "rappresentante" da la possibilità di percepire, speso sentire fisicamente, sensazioni e sentimenti che sono appartenuti ad altri. Durante le rappresentazioni, spesso persone assumono atteggiamenti anche fisici, riconosciuti dal cliente come appartenenti a membri della propria famiglia, senza che nessuno si sia conosciuto prima. Questo accade quando si lavora nel campo quantistico dell'impronta familiare, si recuperano informazioni senza nessuna influenza data da racconti o conoscenze personali.

Un altro buon aspetto del fare il rappresentante in un lavoro di mimica del campo, è quella di andare a recuperare frammenti risonanti con la propria storia personale, che emergendo e trovando una soluzione, lasciano solvere anche ciò che di personale il rappresentante porta nel campo quantico senza esserne consapevole. La conseguenza? che di li a poco nella vita del rappresentante si sciolgono situazioni che fino a quel punto non funzionavano, e questo senza neanche "sottoporsi ad una costellazione personale" detta così sembra certamente strano, ed è secondo me essere scettici nell'avvicinarsi a queste esperienze, la "convinzione e la bontà dell'evento" non è nel crederci, ma nello sperimentarlo, tutto ciò che può raccontarsi non può spigare a fondo ciò che accade.
 

LE DATE RICORRENTI
L'APPUNTAMENTO DI VITA


La psicoanalista Anne Ancelin Schutzemberger descrive nel suo libro "La sindrome degli antenati", quanto in alcune famiglie la ricorrenza di determinati eventi particolarmente significativi si ripeta di generazione in generazione.
La sindrome da anniversario come la definisce, può considerarsi un caso di ripetizione di un avvenimento, alla stessa data o alla stessa età in cui si è manifestato un altro evento familiare, o anche "infinite ripetizioni del medesimo evento" lungo l'arco di più generazioni.
Nelle costellazioni familiari secondo Bert Hellinger, diventa chiaro che il comportamento dei rappresentanti riflette qualcosa del comportamento e dei destini dei veri membri della famiglia. Inoltre sembra chiaro che i membri della famiglia siano connessi ad altri membri deceduti da lungo tempo. Come si potrebbe altrimenti spiegare il fatto che in una famiglia nel corso degli ultimi cento anni ci siano stati tre uomini di diverse generazioni suicidatisi all’età di 27 anni il 31 dicembre? Inoltre più tardi si seppe che il primo marito della bisnonna del cliente era morto il 31 dicembre e che probabilmente la bisnonna ed il suo secondo marito erano gli assassini che lo avevano avvelenato.

L’ANIMA DELLA FAMIGLIA


Ci sono grandi forze che che si trovano oltre i limiti della nostra comprensione comune.  sembra esserci un aggregazione più grande che unisce i vivi ed i morti: come un “anima familiare” che ne collega i membri vivi con quelli morti.
1- i bambini, ivi inclusi i bambini nati morti o morti prematuramente.
2- i genitori ed i loro fratelli e sorelle.
3- i nonni
4- a volte uno dei bisnonni o antenati ancor più antichi
5- chiunque – e questa è la cosa più importante – chiunque abbia dato spazio a vantaggio dei membri sopra citati. Ciò include, in particolare, i partner precedenti di genitori o nonni così come tutti coloro la cui sfortuna o morte portò vantaggio o guadagno alla famiglia.
6- vittime di violenza o omicidio perpetrato da un qualsiasi membro della famiglia.
In molte costellazioni coinvolgendo i discendenti degli assassini per esempio gli aguzzini del regime nazzista era chiaro che i loro nipoti e pronipoti desiderassero morire assieme alle loro vittime, questo implicava più forti tendenze suicide nei loro caratteri.
La soluzione: Le vittime devono essere guardate e riconosciute da tutti i membri della famiglia che devono inchinarsi ad esse e piangerle. Dopo, coloro che beneficiarono originariamente così come i perpetratori di un crimine devono giacere con le vittime e gli altri membri della famiglia devono consentir loro di raggiungere il regno dei morti.
Così i discendenti possono essere sciolti. I membri della famiglia si comportano come se tutti condividessero un anima comune o una coscienza comune e come se fossero tutti soggetti ad un autorità comune più elevata. Sembra inoltre che questa autorità segua alcune leggi e richieste. 


L’AMORE FAMIGLIARE


Uno dei fenomeni che notiamo è che i membri di una famiglia sono tenuti insieme da questa qualcosa di più grande e comune. Un bambino i cui genitori siano morti precocemente sente il desiderio di seguirli nella morte.  Anche i genitori o i nonni a volte vogliono seguire nella morte i loro figli o nipoti a volte, possiamo osservare questa dinamica anche tra partner. Quando l’uno muore l’altro perde la voglia di vivere e magari a poco tempo di distanza muore a sua volta.


EQUILIBRIO E COMPENSAZIONE


Un altro fenomeno che emerge, è che c’è un impulso al  riequilibrio tra le vincite e le perdite attraverso le generazioni. Ciò significa che qualcuno che ha avuto profitti alle spese di un altro, pagherà con una perdita equivalente affinché l’equilibrio sia compensato. Se coloro che hanno avuto benefici sono stati anche perpetratori di un crimine i loro discendenti sono spesso coloro che finiscono per pagare quei debiti. Il campo famigliare li coinvolge al posto dei loro antenati, spesso senza che nessuno ne sia consapevole.


IL PENSIERO MAGICO DEL BAMBINO


I bambini, usano il "pensiero magico" cioè arrivano a credere che se ad esempio muoiono loro, la mamma malata guarirà. Quindi chi è arrivato più tardi è pronta a morire per qualcuno nato precedentemente, sacrificando la sua vita nel tentativo di prevenire la morte di un altro membro della famiglia. Oppure un successivo membro della famiglia potrebbe essere colui che paga la colpa irrisolta di qualcuno venuto prima. Una figlia potrebbe rappresentare la prima moglie del padre e comportarsi con lui più da partner che da figlia. La figlia potrebbe assumere su di se i sentimenti di quella donna nei confronti dei due genitori.


APPARTENENZA


Un altro ordine del campo della famiglia attiene alla sua integrità e richiede che ciascun membro della famiglia abbia il diritto di appartenervi. Membri giovani di una famiglia, come in una staffetta rappresentano membri precedenti esclusi o dimenticati, onorando così il loro diritto di appartenenza.
a cura di: dott. Paola Felici    

COME FUNZIONA UNA COSTELLAZIONE FAMILIARE

GRANDEZZA UMANA

Che cosa è la grandezza umana come possiamo definirla, una bellissima frase di Bert Hellinger in cui dice: ciò che è più grande negli esseri umani, è ciò che li rende uguali a tutti gli altri. Qualsiasi altra cosa che devi più in alto o più in basso da ciò che è comune a tutti gli esseri umani ci sminuisce. Se sappiamo questo possiamo sviluppare un profondo rispetto per ognuno. 

SUGLI IRRETIMENTI (LEGAMI)

Nelle costellazioni familiari, si lavora sugli eventi accaduti nella famiglia.  che tipo di eventi,  se qualcuno nella famiglia non fu trattato come pari, o qualcuno sia stato escluso, a volte accade qualcosa in una famiglia che faccia sorgere la paura, per esempio, se una donna muore dando alla luce un figlio molti membri nella famiglia potrebbero aver paura per ciò che è accaduto. Per esempio , a causa di questo altre donne di quella famiglia potrebbero aver paura ad avere figli. A causa di questo quella donna molto spesso non viene più nominata all’interno della famiglia in questo modo ne viene esclusa. Le viene negato il suo posto di uguale in quella famiglia. Allo stesso modo se un bambino è morto alla nascita spesso è lui a non essere nominato mai più. Eppure è un membro della famiglia. A volte i genitori vogliono avere un altro bambino per sostituire quel bambino. Appena essi hanno un nuovo bambino non pensano più al loro primo bambino. Questi sono eventi importanti in una famiglia oppure se c’è stato un suicidio la persona che si è uccisa non è più nominata, oppure gli altri membri della famiglia sono in collera con quella persona ed essa è esclusa. In una famiglia così non tutti i membri sono considerati come pari nel loro diritto di appartenenza.
Alcuni si comportano come se avessero più diritti di appartenenza di altri così l’uguaglianza di base non viene mantenuta.
Più tardi, alcune volte molte generazioni dopo, come in una staffetta, i più piccoli prendono in parte la responsabilità di rappresentare il destino di un escluso, quindi improvvisamente un bambino si comporta come la persona che era stata precedentemente esclusa. L'ultimo arrivato, non sa nulla di ciò che è accaduto prima, questo mostra che tutti i membri della famiglia sono parte di un campo, un campo quantico frattale in cui tutti riportiamo dei frammenti di destini, qualcosa di  più grande che ci unisce, come una coscienza collettiva che muove tutti nella stessa direzione. Questa forza più grande non tollera che nessuno venga escluso. Essa vuole mostrare quelli che furono esclusi o modificati nel racconto del destino, irretendo un altro membro a ripeterne la vita. Un membro successivo della famiglia si identifica con uno precedente. Questo è ciò che chiamiamo un connessione (irretimento), senza che nessuno ne sia consapevole. È un processo completamente inconscio. Attraverso le costellazioni familiari la mimica del campo e la psicogenealogia, queste connessioni vengono alla luce e possiamo trovare spesso una buona soluzione che sciolga dall'irretimento.

COME FUNZIONA UNA COSTELLAZIONE FAMILIARE O LA MIMICA DEL CAMPO

Una rappresentazione mimica del campo inizia con "il desiderio del cuore del cliente", quello che chiedo è: cosa c'è che nella sua vita non funziona e vorrebbe realizzare.
La descrizione del cliente deve essere sintetica e precisa. Poche domande danno la traccia su chi bisogna mettere nel campo.
Si scelgono i rappresentanti ed il cliente li posiziona nell'ambiente come sente che stanno per lui bene in relazione l'uno con l'altro.
Ora i rappresentanti fanno parte del campo quantico familiare e come delle antenne, possono percepire i sentimenti ed i movimenti di chi stanno rappresentando, da quì perciò inizia un movimento lento e silenzioso che come in una vecchia pellicola si ripropongono ai partecipanti, questo movimento porta in se il movimento che a suo tempo fu fissato a trauma. Il movimento si compie, il trauma si scioglie. Quando sono messi in scena, che i rappresentanti si sentono proprio come le persone che essi rappresentano pur non conoscendoli.
Il cliente potrebbe essere molto sorpreso di ciò che improvvisamente appare ai suoi occhi, qualcosa di non conosciuto, magari intuito, di solito si mostra.
Così essi sanno cose di persone che non conoscono.
Noi, siamo connessi con molti altri in un modo che appare misterioso. Ciò che in oltre viene alla luce nelle costellazioni famigliari è che alla fine tutti i membri di una famiglia sono uguali sono pari, essuno è migliore nessuno è peggiore così alla fine, noi possiamo prendere il nostro posto nella nostra famiglia, e prendendo il nostro giusto posto nella nostra famiglia ci sentiamo bene e liberi
a cura di: dott. Paola Felici

Accelerazione fisica di Carla Parola

Accelerazione fisica di Carla Parola

L’Accelerazione evolutiva si ripercuote naturalmente sul fisico.Tutto ciò che è vibrazione fa vibrare la materia in un modo diverso, per cui le manifestazioni fisiche che, in questo momento di Accelerazione, una persona è chiamata a vivere, a notare su di sé, vanno gestite con distacco: non bisogna immedesimarsi nel sintomo, non si deve enfatizzare ciò che ci accade.Voglio dire che nel momento in cui notiamo questa Accelerazione, in tutto ciò che facciamo, in tutti gli eventi che ci accadono, in ciò che ci circonda noi dobbiamo essere così accorti da non mettere in moto eventi, non cercare di accelerare noi la situazione, ma lasciarci vivere. Lasciarsi veramente vivere con una modalità non passiva ad oltranza, ma con distacco, in quanto non è richiesta la passività,  ma la passiva-attività.

Anche quando la Vita ci chiama ad agire in modo veloce, concreto, rapido, a volte turbolento, il distacco è assolutamente necessario, perché così riusciamo ad osservare sempre gli eventi, le nostre reazioni e quindi a capire anche il disturbo che può essere causato proprio da questa Accelerazione.
Proprio perché è accelerato, il disturbo non può durare: è intermittente, va e viene. Può arrivare ad una fase acuta per poi sparire improvvisamente,  poi ancora tornare e di nuovo andarsene…
Tutto ciò va visto con distacco, vigilando affinché non diventi un disturbo effettivo, un disturbo che s’instaura dentro di noi.
Questo però non avviene subito, ma avviene se noi ci ostiniamo a vivere il disturbo.
Se noi lo vediamo, lo coccoliamo, lo analizziamo, lo portiamo avanti, ne facciamo  argomento dei nostri discorsi o ci facciamo condizionare la Vita… allora s’instaura in noi come disturbo vero e proprio.
Viceversa, se lo trattiamo proprio come un foglio di carta che con il ventilatore vola via… il disturbo se ne va.
È interessante notare ciò che ci accade ORA, ma con distacco.
Sarebbe stupido non farci caso, ma ancora più stupido fissarsi su ciò che accade.
Ci vuole un’osservazione distaccata.
Allora diventa divertente, perché oggi agisco così e domani, nella stessa condizione, agisco in un altro modo.
Il mio fisico, che ieri mi diceva di stare sveglia, domani dice di dormire e io mi adeguo a ciò che accade.

PREGHIERA PER LA NUOVA ERA

PREGHIERA PER LA NUOVA ERA
"Padre e Madre mia che sei dentro di me,
sia santificato il mio nome affinché io mi ricordi sempre
di essere nella manifestazione del tuo Regno.

Che la mia volontà sia espressione  dell’Evoluzione che hai sognato per me,  come in Cielo così in Terra.

Grazie alla tua Benedizione attiro tutta la ricchezza  di cui ho bisogno nel mio quotidiano.
Sciolgo ogni mio residuo Karmico nel perdono   e nella benedizioni di ogni mio pensiero,  parola e azione che hanno rallentato finora la mia crescita.
Decido adesso che offrirò la mia Evoluzione solo all'energia dell'Amore, vivendo in Unità in Te  e con la tua Creazione….Amen"

attraverso Simone Focacci

ESPLORARE NEL PROFONDO DEL PROPRIO CUORE

ESPLORARE NEL PROFONDO DEL PROPRIO CUORE

È da un po’ che state ripulendo gli armadi? Riordinando gli schedari? Esaminando i ripostigli dove conservate le cose vecchie? Liberandovi di tutti quei vecchi cd che non ascoltate più? Buttando via le cose che non utilizzate da un po’ e sentite che non sono più adatte a voi? State sistemando e riorganizzando?Mercurio retrogrado ci sta aiutando a prepararci ai nostri nuovi inizi. È parte di questo processo ritornare indietro e ripulire il vecchio. Istintivamente, ci stiamo preparando per ciò che deve venire, dato che presto saremo occupatissimi con le nuove manifestazioni e non avremo molto tempo per occuparci delle cose vecchie. Inoltre, in un nuovo inizio il vecchio non ci serve più, poiché è parte di un’energia del passato… un’energia che non esiste nella nuova realtà che adesso siamo pronti a sperimentare.“Dove vado da qui?” potreste domandarvi.

“Non posso più tornare alle vecchie creazioni, o dove mi trovavo una volta, ma non ho assolutamente idea di dove mi stia dirigendo adesso! E comunque, dov’è? Sembra che non arrivi o si stia manifestando nulla per me! Solo un sacco di confusione e un gran altalenare!” Sì, non possiamo tornare indietro, perché non siamo più in sintonia con il vecchio. Attraverso il massiccio processo di ristrutturazione, rilascio e purificazione in cui nel 2011 ci siamo impegnati, certamente non corrispondiamo più a quello che eravamo una volta. Quindi, sappiamo che dobbiamo andare avanti verso qualcosa di nuovo, perché è quasi certamente il momento dei nostri nuovi inizi.

La sfida da affrontare adesso, è che una realtà di vibrazione superiore che ora si adatta a noi, non è stata ancora creata. Ci ritroviamo in stati di confusione, ci sentiamo persi, abbiamo crisi d’identità, mancanza di fiducia, insicurezza e cose simili.“Dove diavolo mi trovo?” potreste domandarvi. “E chi diavolo sono?” potreste anche domandarvi. Procedere verso situazioni e creazioni del passato, serve soltanto ad apportare cambiamenti marginali, e, al meglio, anche deludenti… e molti di noi sanno che è davvero tempo di cambiare. Questo stato d’essere può anche generare indecisione, perché non siamo del tutto sicuri delle cose e niente sembra andare bene come dovrebbe. Non possiamo dire “SÌ!” come vorremmo.
La polvere si deve ancora depositare, ma il nuovo si sta avvicinando ogni giorno di più e quando arriverà veramente, per noi sarà un grande match!
Augurandovi il cielo nel cuore, la luce delle stelle nell’anima e i miracoli nella vostra vita in questi tempi speciali…

Alla prossima,
Karen
 

Amarsi di Carla Parola

Per amare se stessi bisogna innanzitutto conoscersi: non si può amare ciò che non si conosce. Quando cominciamo a volerci conoscere dobbiamo iniziare ad accettarci, quindi prima conoscerci e poi accettarci, partendo da un presupposto semplicissimo: non ci siamo fatti da soli.
Fisicamente ci siamo trovati così: ci hanno fatto; energeticamente e caratterialmente siamo il prodotto di un insieme di fattori: dalla genetica ai condizionamenti della società, all’energia che ci permea.
Quindi tutto sommato il nostro compito cosciente inizia dal momento in cui vogliamo conoscerci.
Dobbiamo conoscerci e dobbiamo amarci proprio perché non ci siamo fatti da soli ma ci siamo trovati così, e il nostro compito è di iniziare la conoscenza di noi stessi con Amore.
Se iniziamo ad avere astio nei nostri confronti, se non ci amiamo troveremo tutti i difetti possibili, faremo di tutto per assomigliare a quello che gli altri vogliono che siamo, vorremo in tutti i modi essere quello che la società ci impone di essere, vorremo ricoprire dei ruoli per far colpo sugli altri, per  ritagliarci degli spazi, ma non saremo mai noi stessi.
Se non siamo noi stessi non ci possiamo amare, perché saremmo delle caricature.
Quando diciamo “ama il prossimo tuo come te stesso”, il comandamento più forte (l’unico valido perché nel momento in cui amo me stesso come amo gli altri non faccio agli altri ciò che non voglio sia fatto a me), tutto il resto non serve più: non serve la legge o la regola perché io amo me e amo l’altro, rispetto me e rispetto l’altro, ed in questo c’è già tutto.
Non farò la guerra, non compirò soprusi, non litigherò perché avrò rispetto di me stesso e dell’altro.
Amare se stessi diventa difficile quando si abbina l’amare se stessi all’egoismo, quando viene detto “ama te stesso” e la risposta è “non sono mica egoista: devo amare gli altri!”
Certamente devi amare gli altri, ma come li ami? Con il tipo di amore che sai emettere, esercitare, ovvero lo stesso tipo di amore che emetti verso te stesso.
Tu vai amando gli altri perché gli altri ti confortino, ti accettino,  per sentirti importante, perché nell’amare l’altro tu provi soddisfazione.
È però un amore malato, distorto, parziale, perché se non hai amato prima te stesso, se non hai fatto prima il lavoro per conoscerti, accettarti, amarti non potrai amare veramente l’altro: lo giudicherai, l’altro dovrà corrispondere a ciò che tu vuoi, andrai verso l’altro senza pietà, senza comprensione, perché non hai capito te stesso.
La cosa più bella che l’essere umano possa fare è quella di accettare se stesso con Amore.
Allora inizia una conoscenza di sé che è gratificante, perché ognuno ha dei tesori dentro, ognuno è portatore di una parte meravigliosa del divino, ma molto spesso questa parte viene soffocata, non viene conosciuta. Perché?
Perché in quel momento non è di moda, non è produttiva, gli altri non la accettano, e quindi mistifichiamo noi stessi per favorire gli altri, favorire la società.
Quando la persona è avviata nel processo di conoscenza di sé attraverso l’accettazione e usa l’amore per sé come strumento, entra in una scia di comprensione talmente positiva che capisce anche gli altri, i loro difetti e le difficoltà che l’altro può avere nel gestire se stesso e nel cercare di conoscersi, per cui ama veramente l’altro.
Ne ama le carenze, le difficoltà perché sa quanto sia difficile capire e amare se stessi, perché ha fatto questo lavoro su di sé.
L’amore per se stessi non si potrà mai ottenere se non si parte da questo: se non si parte dall’accettazione e dalla conoscenza di sé e dal principio-base che siamo una parte del divino e che dentro di noi c’è una parte meravigliosa che dobbiamo semplicemente ricercare.
La personalità va messa in secondo piano: ci serve, è giusto che ci sia, ma non ci deve dominare.
La parte che deve emergere sempre è la parte migliore di noi: la parte divina che è in noi.